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L'INVASIONE DELLE PAROLE VUOTE (20)
CAMBIAMENTO A PAROLE
Tutti parlano di cambiamento. E allora perché non cambiare anche
l’abitudine di usare frasi fatte?
("Il topo di biblioteca", n.44, gennaio 2006, p.3)
Nella precedente puntata di questa rubrica, giunta questo mese al traguardo
delle venti puntate, abbiamo citato un libro il cui titolo era formato dall’unione
di due frasi fatte molto in voga tra i diffusori di parole vuote: Governare
il cambiamento e ridurre le resistenze.
Inserendo le due locuzioni nel motore di ricerca Google, abbiamo potuto constatarne
la virulenza nella rete.
“Governare il cambiamento” è uno slogan ormai diffusissimo,
nel privato e nel pubblico, a destra, al centro e a sinistra.
Ecco cosa ci dice, per esempio, AC Nielsen, azienda che si presenta come “leader
mondiale nelle ricerche di mercato” sotto il titolo “Governare il
cambiamento”: “L’informazione supportata da dati e documentazioni
tematiche costituisce un punto di riferimento per la business community e per
i manager che vogliono mantenersi informati su eventi e tendenze fondamentali
del mondo dei consumi, della distribuzione e della comunicazione”. Più
avanti rilancia, tutto in caratteri maiuscoli, il grido di battaglia: “Il
must per ogni azienda deve essere: 'GOVERNARE IL CAMBIAMENTO'”.
Su “Pubblic@ndo : webmagazine della comunicazione pubblica” un articolo
di Annalisa Gramigna, ci elenca “cinque priorità per il cambiamento
della PA italiana”:
1. Creare una amministrazione leggera, al servizio dei cittadini e delle imprese;
2. Creare valore per i cittadini: rafforzare il policy making;
3. Governare il cambiamento;
4. Fare squadra per trainare il cambiamento;
5. Le reti di relazione come risorsa per il cambiamento.
Passiamo quindi a “ridurre le resistenze”. Questa locuzione, letale
se applicata al mondo del lavoro, ci ha portato a scoprire il sito di Energós,
una s.r.l. che offre “consulenza nell’area del personale”.
Nella sezione “I nostri servizi” scopriamo, infatti, che il “Teatro
d’impresa” “consente di ridurre le resistenze al cambiamento”.
E così salta fuori ancora il cambiamento. Ma non si potrebbe anche cambiare
l’abitudine di usare frasi fatte e parole vuote?
Ma non sono da meno altri servizi di Energós, come “Artimpresa”:
“L’uso, in contesti esperienziali, di tecniche espressive quali
il disegno, la pittura, la musica e l’espressione corporea, consente alle
persone di esplorare il proprio mondo interno e le proprie risorse. Prendere
contatto con le emozioni e imparare a utilizzarle favorisce lo sviluppo dell’autostima
e della consapevolezza di sé, diventando energia automotivante in funzione
di una maggiore proattività e di una migliore coinvolgimento nel lavoro”.
Non dimentichiamo, poi, che “Energos propone di trasformare i grandi appuntamenti
aziendali (convention, kick-off, sturt-up, show-room, ecc) in veri e propri
eventi formativi”.
Ma “start-up” non era già abbastanza una schifezza scritto
nel modo giusto?
Fonti:
http://www.mymarketing.net/utility_tools/dettaglio.asp?i=37
http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=1027&idSezioneRif=1006
http://www.energos.it
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